Nilo Bacherini: Ricerca nella Maremma vita, amore, poesia come possibile libertà.
Con molto piacere La saluto e ringrazio per aver aperto il mio sito internet che mi auguro andrà a visionare con i suoi pregi e gli eventuali difetti. Grazie ancora.

In prima istanza mi corre la necessità di fare alcune dichiarazioni in relazione al mercato dell’arte e le sue implicazioni: editoriali, critiche e a quanto occorre per una qualificazione mercantile nell’ambito appunto, della estetizzazione e mercificazione dell’arte.
Da sempre, per scelta ideale, ho pensato, aderito e agito in una tipologia  di rapporto fra: artista, storico, e critico d’arte, editoria specializzata e gallerie espositive, inteso come scambio nel “dare e nell’avere”.
Mi spiego: un tempo le mostre in Gallerie, le presentazioni di Catalogo, la critica sui giornali e riviste attinenti, venivano, assai spesso, “pagate” con stima bilaterale e opera d’arte.
Ragione per la quale, in quel tempo, molto raramente veniva sancito il lavoro di personaggi che, nonostante l’impegno altro che lodevole, non riuscivano però a determinare sia formalmente che poeticamente e quindi esteticamente, alcunché in relazione alla creatività poetica e alla tecnica pittorica; cose queste corredo necessario per la definizione di opera d’arte.
Oggi, purtroppo, non conosciamo più limiti sia etici che civili se vogliamo interdirli, come io intendo, antagonismo positivo all’espansione di un mercato dell’arte che serva esclusivamente a far comprare o vendere qualsiasi oggetto, anche di uso giornaliero (cucchiaio, bicchiere, lampadine e quant’altro) che con l’arte non ha nulla a che vedere.
Incoerenze verticali del linguaggio, poetiche ed estetiche, vengono sottaciute con l’uso di carenza semantica scritti che per averne chiarezza e comprensione, dobbiamo consultare il vocabolario della lingua madre per poi concludere che le parole, le definizioni, gli aggettivi, altro non erano che roboanti parole prive di significato e quindi vuote e inutili.
Nonostante le numerose possibilità e vicende capitatemi in tanti anni di “impegno artistico” ho sempre, nei momenti decisionali, rifuggito e allontanato la concretizzazione del fatto; base di fondo sulla quale si articola oggi il mercato dell’arte; quale, il seguente: “mi dai tanto se tu sei il migliore”.
Una moda ormai omologata da privato e accettata dal comparto pubblico.
Nell’anni hai acquisito il ?mestiere? del pittore nel rispetto della tradizione, sei curioso e studi le novità attento a quanto accade e cerchi, pur nei tuoi limiti, nuove forme espressive; si, insomma hai in fondo acquisito dei meriti.
Ma se non sei nel mercato, non hai pubblicistica specializzata che ti sostiene a vendere con lucro per i mercanti e i loro critici, non sei nessuno, o poco di più.
Per quello che mi riguarda, non rifuggo le Mostre, né la vendita del mio lavoro, ma principalmente, come inizialmente sostenevo, di avere quando corresse la possibilità, giudizi di e per merito. Di merito ho detto e non già come prima scritto: “mi paghi e sei il migliore”.
Il presente Sito Internet, è stato in prevalenza voluto dalla mia Famiglia e in fondo, ne ho acquistata la necessaria costruzione anche e soprattutto, perché si apre una “finestra” sul mondo per un ricercato rapporto dialogico che mi auguro proficuo per me.
Ho sentito l’esigenza di questa “Chiosa” che chiarisse il mio pensiero relativo alla realtà nella quale mi sento costretto ad operare, ai margini del disarticolato, oscuro mercato contemporaneo dell’arte. Al di la del fatto che esso, il mercato, ovviamente a livelli qualitativi espressivi molto alti, abbia spesso decretato, incensato e proposto vicende artistiche soggettive traslate poi e quindi costituenti validi momenti della storia dell’arte.

La ringrazio della pazienza e buona visione.